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ABBIAMO BISOGNO DI UN PIANO

Presidio di lunedì 19 Luglio, in occasione dell'insediamento del nuovo Consiglio Comunale

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Sono ormai sotto gli occhi di tutti alcuni dei risvolti catastrofici dell'emergenza climatica: ondate di calore estremo, crisi idriche, grandinate devastanti, incendi continui.

Abbiamo da poco assistito attoniti a una tragedia immane, causata dalle alte temperature sul massiccio della Marmolada.

Ma non sono solo gli ecosistemi ad alta quota ad essere in pericolo: tutto il comparto agroalimentare è in ginocchio e la carenza di acqua sarà la causa di gravi crisi produttive.

Secondo l’ISPRA il 28% del territorio italiano è a rischio desertificazione e diventerà impossibile coltivare:non si parla solo delle regioni meridionali, ma anche in Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna.

Oggi, 18 luglio 2022 accompagniamo l’insediamento dell’ultimo Consiglio comunale che ha la possibilità di decidere se continuare ignorare la catastrofe in corso oppure se finalmente predisporre un piano che possa tutelare le cittadine e i cittadini garantendo loro un futuro.

Chiediamo formalmente alla neo giunta un incontro pubblico entro i prossimi 2 mesi per poter mettere al corrente la cittadinanza rispetto a ciò che si intenderà intraprendere in maniera concreta nei prossimi anni.

Questo è l’ultimo mandato che avrà la responsabilità di invertire la rotta e limitare il danno.

Abbiamo bisogno di scelte coraggiose.

Abbiamo bisogno di un piano.

Al termine del Consiglio Tommaso Ferrari il nuovo assessore con delega alla Transizione ecologica, Ambiente, Mobilità e Rapporti con il Consiglio ha incontrato il presidio di CaraVerona di fronte a Palazzo Barbieri. Ferrari assicura che vuole aprire a breve il dialogo con CaraVerona e quindi i gruppi che ne fanno parte per condividere il piano e ascoltare le richieste. Ha anticipato anche la volontà di invitare le persone di riferimento dei diversi gruppi in CaraVerona in uno dei prossimi Consigli.

Incalzato anche sulla richiesta di dichiarazione di emergenza climatica (di cui si era già fatto promotore lo scorso anno quando era in opposizione ricevendo una netta bocciatura alla mozione) conferma di voler andare avanti e iniziare già anche a pensare a incontri pubblici e di coordinamento periodici per non fermarsi solo alla dichiarazione di emergenza climatica e andare oltre alle parole.

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