INTRODUZIONE:

INQUINAMENTO ATMOSFERICO E CLIMA

Secondo la definizione del DPR (Decreto del Presidente della Repubblica) 203/88, per inquinamento atmosferico si intende ogni modificazione della normale composizione o stato fisico dell'aria atmosferica, dovuta alla presenza nella stessa di uno o più sostanze in quantità e con caratteristiche tali da alterare le normali condizioni ambientali e di salubrità dell'aria; da costituire pericolo ovvero pregiudizio diretto o indiretto per la salute dell'uomo; da compromettere le attività ricreative e gli altri usi legittimi dell'ambiente; alterare le risorse biologiche e gli ecosistemi ed i beni materiali pubblici e privati.


L’inquinamento atmosferico e i cambiamenti climatici sono due facce della stessa medaglia. Le sostanze inquinanti emesse in atmosfera dalle attività umane sono responsabili di diversi problemi ambientali: dalle problematiche relative alle piogge acide, all'effetto serra antropico, all'impoverimento dell'ozono stratosferico, al degrado della qualità dell'aria.

 

La riduzione di inquinanti atmosferici di breve durata, come il metano (potente gas ad effetto serra, che contribuisce alla formazione dell’ozono troposferico), e il black carbon (un componente delle polveri sottili) quindi non solo protegge il clima, ma migliora anche la qualità dell'aria e di conseguenza la stessa salute pubblica.

REPORT DI LEGAMBIENTE VENETO (2020)

 

“Basta con fake news e antiscientismo: non alimentare teorie infondate è un dovere di amministratori regionali e locali. Contro smog e cambiamento climatico serve applicare limitazioni in tutta la regione, investire nella mobilità pubblica, elettrica e condivisa ed incentivare lo sviluppo di un'agricoltura sostenibile” (Legambiente Veneto)

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In Veneto i primi pericoli per l’aria che respiriamo arrivano da traffico, agricoltura e riscaldamento. Il traffico si conferma elemento centrale nella produzione dell’inquinamento. Nel dettaglio, nell’ultimo anno, a Verona il traffico rappresenta il 42% del totale del PM10.

Nonostante il lockdown, il primo trimestre del 2020 si è dimostrato il peggiore degli ultimi 5 anni, per quanto riguarda la qualità dell’aria in Veneto. Si tratta di una triste conferma di una situazione stagnante: negli ultimi 10 anni ben 6 capoluoghi su 7 hanno sistematicamente superato i limiti di legge di 35 giorni con una media giornaliera superiore ai 50 microgrammi per metro cubo, superando di quasi il doppio la media annuale di 20 μg/mq suggerita dall’OMS per tutelare la salute umana. Tutto ciò arreca indubbiamente gravi danni alla salute dei cittadini: l’Italia è infatti uno dei Paesi in Europa con il più alto numero di morti premature (oltre 60.000 secondo EEA), molte delle quali avvengono in Pianura Padana.

Ricordiamo che recentemente, a Novembre 2020, l’Italia è stata condannata dalla Corte Europea perché per 10 anni non ha rispettato le direttive sull'inquinamento dell'aria. È stato accolto il ricorso della Commissione che ci aveva denunciati all'organo giuridico europeo già nel 2018. Le motivazioni sono che fin dal 2008 l'Italia ha superato "in maniera sistematica e continuativa" i valori limite di inquinanti quali PM10 e NOx. Inoltre, si segnala, la "mancata adozione di misure adeguate".

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PROPOSTE

 

Legambiente Veneto nel proprio dossier avanza a Regione e Comuni diverse proposte sia per quanto riguarda i TRASPORTI e MOBILITÀ’, sia per quanto riguarda AGRICOLTURA e RISCALDAMENTO. Tra le tante proposte su trasporti e mobilità troviamo per esempio:

- La necessità di “Inserire in tutta la pianificazione regionale e urbana obiettivi ambiziosi e vincolanti che mettano al centro il potenziamento del Trasporto Pubblico Locale (TPL) - indirizzato fin da subito verso le motorizzazioni elettriche a emissioni zero - e politiche disincentivanti per l’utilizzo delle auto private nei centri urbani che dovranno inesorabilmente rimanere l’ultima opzione di mobilità in città. [...] Nelle città occorre ripensare l’uso di strade, piazze e spazi pubblici adattandoli in funzione delle persone e non delle auto: più persone in bici e percorsi ciclabili nuovi”.



- La necessità di “Incentivare economicamente la rottamazione dei veicoli più inquinanti destinando il contributo economico al NON acquisto di un nuovo veicolo ma all’acquisto di abbonamenti al TPL, minuti gratis ai vari car sharing - bike sharing presenti sul territorio e sconti per l’acquisto di biciclette e monopattini elettrici per favorire la multimodalità di spostamenti nei centri urbani”

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LO SAPEVI CHE?

 

In Veneto, perfettamente in linea con la media nazionale, il tasso di motorizzazione è tra i più alti a livello europeo con 65 auto ogni 100 abitanti.

 

In Veneto la percentuale di spostamenti con l’auto privata compone all’85% degli spostamenti in regione.

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FONTI

- Dossier ‘Mal’aria Veneto 2020’ di Legambiente Veneto (SCARICA)​